INTRODUZIONE
San Gimignano, arroccata sulle colline toscane tra Firenze e Siena, è famosa soprattutto per il suo profilo inconfondibile: una foresta di torri medievali che disegnano l’orizzonte come una città uscita da una fiaba. Nel Medioevo le famiglie nobili di San Gimignano gareggiavano per prestigio e visibilità erigendo torri sempre più alte. Oggi alcune di queste torri sono diventate musei o belvedere aperti al pubblico, ma molte restano chiuse, conservate come proprietà private, frammenti fragili o siti difficili da raggiungere. Queste torri chiuse al pubblico alimentano leggende, racconti popolari e misteri locali — storie che ogni viaggiatore curioso cercherà di scoprire passeggiando per i vicoli lastricati.
In questo articolo vi propongo un’immersione nelle torri vietate al grande pubblico: i loro nomi, la collocazione esatta nel centro storico, le storie e le leggende ad esse legate, e informazioni pratiche (indirizzi, orari ufficiali quando applicabili, modalità di accesso speciali e tariffe) per aiutarvi a preparare al meglio la visita. Troverete anche consigli locali su come osservare questi monumenti dall’esterno in modo prudente, suggerimenti per i punti panoramici migliori per le foto e indicazioni su come avvicinare con rispetto i proprietari o le autorità culturali se desiderate approfondire.
Attenzione: la situazione a San Gimignano cambia — alcune torri private possono aprirsi occasionalmente per eventi, mostre o visite guidate speciali organizzate dal Comune di San Gimignano o da associazioni per la tutela del patrimonio. Gli indirizzi e gli orari indicati di seguito corrispondono alle informazioni più aggiornate al momento della stesura e saranno specificati per ciascun luogo. Raccomando caldamente di verificare le informazioni tramite i canali ufficiali (sito del Comune, Ufficio Turistico di San Gimignano) prima di partire, soprattutto se puntate a una visita interna o a una prenotazione privata.
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Torre dei Salvucci — la torre di famiglia chiusa (Via Salvucci, rione di San Matteo)
La Torre dei Salvucci è una delle torri medievali simbolo di San Gimignano, ma a differenza della Torre Grossa resta in genere una proprietà privata e chiusa al pubblico. Nome completo: Torre dei Salvucci. Indirizzo approssimativo nel centro storico: Via Salvucci, Rione di San Matteo, 53037 San Gimignano SI, Italy. Questa condizione privata spiega l’assenza di orari ufficiali di apertura al pubblico e l’impossibilità di acquistare un biglietto standard. Prezzo d’accesso: non applicabile (generalmente chiusa). Orari: nessun orario di apertura regolare.
Descrizione immersiva: la Torre dei Salvucci si staglia, austera, sopra un vicolo lastricato stretto, con una facciata in pietra ingiallita dal tempo. Le piccole finestre medievali, le pietre consumate e i segni di restauri recenti rendono palpabile la storia della famiglia Salvucci, che ha abitato questi spazi per secoli. Dall’esterno si possono osservare le filari di pietra, l’allineamento dei conci e lo sporgere del tetto — perfetto per i fotografi in cerca di dettagli di architettura toscana al crepuscolo.
Leggende locali: si racconta che nel XV secolo un giovane della famiglia Salvucci si innamorò di una contadina e fu rinchiuso nella torre per salvare l’onore di casa. Si dice che la torre abbia mantenuto, pare, uno “spirito di sorveglianza” — i vicini giurano di sentire, alcune sere d’autunno, lo sbattere lento di una finestra che si chiude. Che crediate o meno a questi racconti, contribuiscono tutti all’aura misteriosa dell’edificio.
Consigli pratici: rispettate la proprietà privata — non tentate di entrare senza autorizzazione. Per una vista ottimale, posizionatevi in Via Salvucci al tramonto, quando la pietra assume toni dorati. Per richiedere una visita eccezionale (matrimonio privato, riprese cinematografiche, ricerche), rivolgetevi all’Ufficio Tecnico del Comune di San Gimignano: Comune di San Gimignano, Piazza Duomo 1, 53037 San Gimignano (SI). Telefono del Comune (centralino): +39 0577 940111 (verificare prima). Se volete fotografare senza invadere, usate un obiettivo 35-50mm dalla strada, o un 70-200mm per isolare i particolari architettonici.
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Torre dei Becci e Torre Turca — torri residenziali e testimoni silenziosi (Piazza della Cisterna e Via San Giovanni)
La Torre dei Becci (nome completo: Torre dei Becci) e la Torre Turca sono altri due esempi di torri di San Gimignano raramente accessibili al pubblico. Collocate nei pressi della celebre Piazza della Cisterna e lungo Via San Giovanni, queste torri fanno parte della trama urbana medievale e sono spesso trasformate in residenze private, uffici o luoghi inaccessibili per motivi di sicurezza e conservazione. Indirizzi: Torre dei Becci, Piazza della Cisterna, 53037 San Gimignano SI, Italy; Torre Turca, Via San Giovanni, 53037 San Gimignano SI, Italy. Tariffe d’ingresso: non applicabili (chiuse). Orari: nessuna apertura regolare.
Descrizione immersiva: dalla Piazza della Cisterna, una delle piazze più fotografate d’Italia, si riconosce la silhouette compatta della Torre dei Becci che dialoga con la verticalità degli edifici circostanti. La piazza stessa — pavimentata con ciottoli tondi, circondata da arcate e piccole botteghe artigiane — offre un’inquadratura frontale ideale. La Torre Turca, più discreta, si aggrappa alla pendenza di Via San Giovanni; la sua base è spesso decorata da antichi documenti murali e graffiti storici, indizi di una vita urbana densa e plurisecolare.
Leggende: la Torre dei Becci custodisce una leggenda di tesori nascosti. Secondo la tradizione orale, un baule d’oro fu sepolto alla base di un pilastro esterno da un mercante in fuga; la maledizione che ne seguì avrebbe reso la torre “insanamente silenziosa” — un detto locale vuole che chiunque cerchi rumorosamente un tesoro lì perda la voce. La Torre Turca, invece, sarebbe il rifugio di un “viandante fantasma” che guidava i pellegrini smarriti lungo la Via Francigena prima di dissolversi nella nebbia mattutina.
Consigli pratici: per ammirare queste torri, accomodatevi a una terrazza di un caffè sulla Piazza della Cisterna (es.: Caffè Giardino, indirizzo: Piazza della Cisterna, 10, 53037 San Gimignano SI — tenete presente che gli esercizi possono variare) e godetevi la vista. Il momento migliore per la fotografia è l’ora dorata, poco prima del tramonto. Rispettate gli accessi privati, non ostruite le entrate e, se siete fotografi professionisti o tour operator che desiderano riprese ravvicinate, inviate una richiesta scritta al Comune di San Gimignano o alla Pro Loco locale: Pro Loco San Gimignano, Via San Giovanni 8, 53037 San Gimignano (SI).
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Torre del Diavolo e altre torri leggendarie — racconti notturni e superstizione (Vicolo della Collina, Vicolo dell’Oro)
Tra le torri chiuse al pubblico, alcune hanno accumulato intorno a sé racconti soprannaturali che ancora oggi fanno rabbrividire gli abitanti e animano le visite serali guidate. La più famosa è la storia della “Torre del Diavolo” (nome popolare), situata nel dedalo di vicoli intorno a Vicolo dell’Oro e Via della Collina — indirizzo indicativo: Vicolo dell’Oro, 53037 San Gimignano SI, Italy. La torre è solitamente inaccessibile e talvolta recintata per ragioni di conservazione. Prezzi e orari: non applicabili (sempre chiusa al pubblico).
Descrizione immersiva: la Torre del Diavolo appare all’improvviso dietro una curva, alta e scura, con una base rinforzata e tracce di antichi rattoppi con calce. La pietra mostra segni anneriti che, secondo alcuni, sarebbero i resti di un incendio domato secoli fa. Di sera la torre proietta un’ombra lunga sul vicolo e, alla luce di una lanterna a kerosene, il profilo delle pietre sembra assumere una sagoma umana.
Le leggende attorno a questa torre sono numerose: si dice che la costruzione fu interrotta quando un scalpellino avrebbe udito voci sotto la volta, promettendo ricchezze a chi avesse completato la torre. Un’altra versione racconta che fu stipulato un patto segreto con un “essere delle colline” per garantire la prosperità di una famiglia, a patto che una certa porta non fosse mai aperta. Questi racconti si arricchiscono con il passare delle generazioni e, pur con dettagli divergenti, contribuiscono al sapore medievale di San Gimignano.
Consigli pratici per i curiosi: partecipate a una visita guidata notturna organizzata da guide autorizzate (alcuni percorsi ufficiali partono dall’Ufficio Turistico di San Gimignano, indirizzo: Piazza del Duomo 1, 53037 San Gimignano SI). Questi itinerari permettono di ascoltare le storie locali in sicurezza, senza oltrepassare barriere private. Evitate di entrare in zone recintate o private: oltre all’illegalità, molte aree sono pericolose (pavimentazioni scivolose, gradini consumati). Per i fotografi, un cavalletto leggero e un’apertura ampia (f/2.8) vi aiuteranno a catturare l’atmosfera notturna senza luci invasive.
Accesso speciale e torri aperte al pubblico: Torre Grossa e Museo Civico (Piazza del Duomo 1)
Per bilanciare il quadro e offrire soluzioni concrete a chi desidera davvero salire su una torre, segnaliamo la Torre Grossa, l’unica torre comunale regolarmente aperta al pubblico. Nome e luogo: Torre Grossa (Palazzo Comunale) — Piazza del Duomo, 1, 53037 San Gimignano SI, Italy. Orari indicativi: tutti i giorni 10:00–18:00 (variazioni stagionali; orari invernali spesso ridotti, chiusura il 25 dicembre e il 1° gennaio). Prezzo indicativo: biglietto combinato Museo Civico + Torre Grossa circa 9–12 € per gli adulti; riduzioni per studenti, giovani e anziani (verificare in biglietteria). Telefono Museo/Comune: +39 0577 940111 (si consiglia conferma).
Descrizione immersiva: la Torre Grossa offre una salita vertiginosa su gradini in pietra fino a una terrazza panoramica da cui si abbraccia la campagna senese, le file di cipressi e i tetti di San Gimignano. Il Museo Civico, ospitato nel Palazzo Comunale, espone affreschi, archivi e oggetti medievali che rievocano la vita urbana della città tra il XIII e il XV secolo. È l’occasione perfetta per comprendere la funzione civica delle torri e la logica di competizione patrimoniale che ha plasmato la città.
Consigli pratici: prenotate i biglietti in bassa stagione per evitare la folla (biglietteria online talvolta disponibile sui siti ufficiali). Indossate scarpe comode (molte scale strette e irregolari). Se il vostro obiettivo è ottenere una visita più approfondita di torri normalmente chiuse, informatevi presso il Museo Civico o il Comune: succede che partenariati culturali, mostre temporanee o giornate del patrimonio aprano eccezionalmente torri private su prenotazione e con guida. Per ulteriori informazioni: Ufficio Turistico di San Gimignano (Tourist Office), Piazza del Duomo 1, 53037 San Gimignano SI — indirizzo ideale per richiedere autorizzazioni e visite guidate.
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CONCLUSIONE
Le torri chiuse al pubblico di San Gimignano rappresentano tanto un invito al sogno quanto un richiamo alla prudenza. Il loro status di proprietà private o di monumenti fragili impone rispetto e delicatezza, ma non diminuisce il loro fascino evocativo: ogni torre racconta un frammento di storia, una rivalità familiare, un amore impossibile o una superstizione ereditata dal Medioevo. Passeggiando per i vicoli stretti — Piazza della Cisterna, Via San Giovanni, Vicolo dell’Oro e le aree intorno a Piazza del Duomo — potrete cogliere con lo sguardo queste pietre cariche di racconti e spesso intuire il passato movimentato osservando le fondazioni, le crepe e i restauri.
Per sfruttare al meglio la visita, abbinate l’esperienza dei luoghi aperti (Torre Grossa e Museo Civico, Piazza del Duomo 1 — biglietti indicativi 9–12 €) alla scoperta rispettosa delle torri private dai punti di vista e dai belvedere: il tramonto dalla Piazza della Cisterna, la salita verso Porta San Giovanni per una vista d’insieme, e la terrazza di un caffè per osservare le sagome senza disturbare. Informatevi all’Ufficio Turistico di San Gimignano sulle visite guidate notturne, le giornate del patrimonio e le eventuali aperture temporanee: queste occasioni sono rare ma preziose per entrare in contatto con l’anima delle torri chiuse.
Infine, se una leggenda vi affascina particolarmente — che sia la vecchia storia dei Salvucci, la maledizione della Torre dei Becci o il mistero della Torre del Diavolo — prendete nota, conservatela come ricordo e magari condividetela con una guida locale. I racconti viventi di San Gimignano si trasmettono soprattutto oralmente; ascoltarli sul posto, accompagnati da una guida autorizzata, vi permetterà di sentirne più versioni e di percepire l’atmosfera che ha fatto la fama di questa città unica. E ricordate: ammirare, fotografare e rispettare sono i gesti migliori per preservare queste torri chiuse, così che anche le generazioni future possano immaginare le leggende che vi abitano.















